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Mario Chiesa arrestato. Il paese dell'eterno ritorno

diario 31/3/2009

L'Italia è il paese dell'eterno ritorno.

Mario Chiesa nel 1992 è arrestato in flagrante presso il Pio Albergo Trivulzio mentre accettava una tangente di sette milioni di lire da un imprenditore.

Diciassette anni dopo, in data odierna, lo stesso Mario Chiesa è arrestato nell'ambito di un'indagine su traffico illecito di rifiuti accertato dai carabinieri del NOE di Milano.

Tangentopoli non è mai finita e sembra che, come molti hanno sostenuto negli ultimi anni, si sia solo spostata negli ambiti della sanità e dei rifiuti, solo per citare i settori più remunerativi.

Pare proprio che avessero ragione.





Gabriella Gribaudi: "Il ciclo vizioso dei rifiuti campani"

Nel frattempo, il PDL nasce sotto i migliori auspici con la celebrazione di Bettino Craxi.


Inceneritori e inceneriti

diario 26/3/2009

In occasione dell'inaugurazione dell'inceneritore di Acerra da parte del Presidente del Consiglio Berlusconi, invito nuovamente tutti a leggere l'articolo di Gabriella Gribaudi "Il circolo vizioso dei rifiuti campani": tutto, ma proprio tutto quello che c'è da sapere su come sia stato possibile arrivare all'emergenza rifiuti di fatto (la Campania è commissariata per stato di emergenza dal 1994).







Inoltre ricordo che sabato 28 Marzo si svolgeranno manifestazioni nazionali in forma di sit-in davanti alle questure di tutta Italia in sostegno di Gioacchino Genchi.

Caso Genchi: tutta la verità in un menù

"i tredici milioni di intestatari di utenze telefoniche che Genchi avrebbe conservato erano in realtà dei cd rom e alcuni database negli hard disk sequestrati nell’ufficio di Genchi, in cui sono contenuti semplicemente gli elenchi telefonici a partire dagli anni novanta"

Appello - sottoscrivi la lettera al Capo della Polizia Antonio Manganellifont>







permalink | inviato da Cesare Lazzini il 26/3/2009 alle 19:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Informazione a rimorchio

diario 24/3/2009

In Italia i giornalisti tendono a dimenticare spesso uno dei loro ruoli più importanti, quello di controllori del potere, e ad occuparsi solo di ciò che il potere suggerisce. Ce lo conferma anche Klaus Davi, in un sussulto di franchezza, durante l'intervista al procuratore Raffaele Guariniello, l'argomento è d'altronde sostenuto da tempo da Grillo, Travaglio e tanti altri elementi ritenuti sovversivi e faciloni.



PS: mentre scrivevo questo breve post, Berlusconi è tornato ad attaccare quelli che probabilmente ritiene abusi della magistratura affermando "La cosa drammatica e' che i dirigenti di Impregilo dopo aver fatto questo lavoro dell'Alta velocita' che ha del miracoloso sono stati condannati a cinque anni dalla magistratura di Firenze dopo essere stati assolti da quella di Bologna. E' qualcosa di patologico, una metastasi del nostro paese contro cui dobbiamo reagire perche' c'e' qualcuno che usa la legge come un Moloch che deve colpire".

Per favore, qualcuno spieghi a quest'individuo che gli investimenti non arrivano per la lentezza della giustizia, non perchè le aziende temano la magistratura italianaCome ha spiegato bene Ayala ad Omnibus (al minuto 11:05 ) le infinite traversie derivanti alle aziende dall'esasperante protrarsi di eventuali procedimenti penali cui si trovassero implicate in Italia, le trattengono dall'investire qui. Ma la responsabilità non è propriamente dei magistrati, quanto di chi negli anni non ha mosso un dito per permettere che la giustizia in Italia funzioni. O ne ha mosso più d'uno ma solo per rallentarne il funzionamento, inneggiando a vanvera al garantismo ove sarebbe stato più corretto utilizzare il termine impunità.

"In Italia la crisi minaccia la libertà di stampa" (Miguel Mora, "El pais")

diario 24/3/2009

"Il Governo manovra per piazzare uomini di fiducia a capo dei giornali di maggior prestigio [...] Dietro a questo movimento tellurico in elaborazione risuona il solito nome: Silvio Berlusconi, magnate dei media e primo ministro, il cui nuovo obiettivo sono le due testate giornalistiche milanesi di maggior prestigio, Corriere della Sera, il più importante quotidiano italiano, e Il Sole 24 Ore, il principale giornale economico nazionale. [...]

Il nucleo dirigente del gruppo RCS (editore di Unedisa in Spagna) e proprietario del Corriere, spiega Marzo, ha ritirato la fiducia al direttore del quotidiano, Paolo Mieli, e sta valutando due sostituti: il primo, Carlo Rossella, sponsorizzato da Berlusconi e il secondo, Roberto Napoletano, direttore de Il Messaggero che, come ricorda Marzo, “divenne famoso durante l’ultima notte elettorale perchè fu pizzicato da una telecamera mentre concordava al telefono con il portavoce di Casini (leader dei democratici dell’UDC e genero dell’editore del quotidiano) il titolo principale che avrebbe piazzato il giorno dopo”.

Rossella è il presidente di Medusa, società di distribuzione cinematografica di Berlusconi, ed ha ricevuto la benedizione de Il Giornale, quotidiano della famiglia del magnate che ha ricordato che il Cavaliere “lo tiene particolarmente a cuore e gli ha già dato l’incarico di dirigere le sue due più grandi testate, Panorama e TG5 [ il telegiornale di Canale 5]”. [...]

Mentre questo disegno politico prende corpo, i media italiani cercano, per quanto possibile, di tener testa a questa tempesta. Il presidente del RCS Piergaetano Marchetti, che ha visto nel 2008 scendere i profitti del gruppo a 38 milioni di euro rispetto ai 220 milioni del 2007, ha confermato che stanno soffrendo “tagli pubblicitari feroci ed immediati”.

(fonte: Italia dall'Estero)