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aprigliocchisenonbasta

Percentuali,dati,fonti

diario 28/8/2008

La percentuale è il mezzo più utilizzato dalla propaganda politica per intontire gli ascoltatori dando una parvenza di indiscutibilità agli argomenti presentati.

Non è un caso che parli di ascoltatori, bisognerebbe capire che le percentuali sono, per chiunque, elementi difficili e talvolta impossibili da valutare in tempo reale e senza avere alla mano e sott'occhio i dati cui riferirle.

Sostenere, per esempio, che le intercettazioni vanno abolite perchè gravano per un terzo  (33%) sui fondi destinati alla giustizia, senza  renderne noto l'ammontare totale (100%) è perfettamente inutile e volutamente allarmistico. Contestualizzato, il dato più corretto e comprensibile, presentato da chi ha cercato di fare informazione seria, è che le intercettazioni costano in media 4,5€ all'anno a cittadino. Suona ben diverso direi.

In un momento storico in cui, pur con tutta la buona volontà, è diventato veramente difficile fidarsi della politica e dell'informazione, e chi prende posizione lo fa in modo ormai aprioristico e quasi dogmatico, è necessario fidarsi più dei dati e delle fonti che non di chi presenta il dato, chiunque esso sia e qualunque sia la sua e la nostra posizione politica.

A quel punto basta veramente poco per sputtanare chi prova, oltretutto spesso goffamente, a prendere per il culo.

Impariamo a diffidare di chi parla solo per percentuali
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ps: già nel 1954 l'avevano capito.
pps: un'analisi comprensibile e completa di dati e fonti su tasse, debito pubblico, economia italiana in generale.

ciao

L'11 Settembre di Internet

diario 27/8/2008

Un Patriot Act per la Rete sarebbe già pronto. Si aspetta solo un "11 settembre" digitale

Ci pensavo in questo periodo. Internet è difficile da controllare, il suo controllo è la sfida di ogni potere forte del mondo, preoccupato della nuova Coscienza Collettiva nata dalla rete e tendente a crescere al di fuori di essa con sempre maggior velocità e genuina esplosività.

Il singolo è stato negli anni abituato a sentirsi impotente, insufficiente, privo di qualsiasi mezzo per cambiare le cose che non fossero la tendina del suo box doccia.
Il filtro di Internet ha negli anni permesso anche a chi avrebbe voluto manifestarsi al mondo ma non aveva la forza e l'autostima necessaria per interagire direttamente con le criticità e difficoltà presenti nel mondo reale, di far conoscere i propri punti di vista, superare gli imbarazzi personali nel conoscere le persone, uscire dal proprio io acquisito per entrare virtualmente nell'IO che avrebbe voluto e potuto essere.

Per anni è stato un processo legato più che altro alla sfera personale che non a quella sociale, per i chiari limiti di usabilità del mezzo negli anni passati. Con la banda larga, si è avuta un'espansione a livello sociale del fenomeno, in forma di gruppi di discussione, forum, chat e quant'altro e la comunanza di idee e speranze ha dato forza ai singoli per decidere di operare nel reale, dove la massa ha più riconoscimento del singolo e nella quale comunque il singolo si sente più protetto.

Lo spostamento dal "virtuale" al reale è ora evidente in tutto il mondo.

In Italia Grillo e pochi altri hanno avuto la possibilità, per capacità artistica, visionarietà, stima e fiducia acquisite su larga scala nel tempo, coraggio,sostegno e attenzione da parte della gente comune, di non essere spazzati via in un attimo dai poteri forti ed hanno avviato anche in Italia questo processo di democrazia dal basso che, come loro stessi ripetono continuamente, è un processo in atto che trova la sua forza soprattutto nei singoli che spontaneamente iniziano a guardarsi intorno e a cercare di cambiare le cose. A partire dalle proprie convinzioni, abitudini, stili di vita.

Non sono un complottista. I complotti esistono ma la vita media è di 80 anni a dir tanto, per cui sarebbe bene considerare certi atteggiamenti immobilisti del tipo "è già tutto segnato" considerando questo fondamentale dato. Un complotto puro può nascere solo all'interno di una singola vita e con essa termina. A meno di non voler credere agli ufo o agli dei. I "complotti" non nascono scritti e definiti dall'inizio, possono al più essere linee di pensiero e azione mantenibili e perpetrabili se tali percorsi vengono tramandati dall'interno e all'interno di  piccoli nuclei decisionali e di potere che possono tutelarsi solo gestendo l'informazione con la i maiuscola nel modo più privatistico possibile e facendo passare le briciole per vera informazione. Il "complotto" prende quindi forma nel tempo, di fronte all'evidenza che si può continuare a muoversi in modo illegale, nascosto, antidemocratico perchè fino a quel momento ha funzionato.

Informazione è accorgersi che ci stanno gettando le briciole, alzare la testa sopra il tavolo per vedere chi sta mangiando sopra le nostre teste e iniziare a ringhiare. Non per mordere, ma per avvisare, siamo qui, siamo sempre di più, occhio.

Internet è stato il primo passo per iniziare a lanciare le briciole sul tavolo da cui cadevano, lanciare i primi segnali di presenza. Adesso è il mezzo per unirsi, alzarsi a livello dei tavoli e circondare, pacificamente ma in modo deciso, gli insaziabili banchettatori. E senza violenza, iniziare a sparecchiargli sotto il naso mentre mangiano.

E una folla pacifica ma decisa, per quanto strano, fa più paura di una minoranza violenta.
Ed appunto, tornando all'inizio, pensavo proprio che l'unico modo, per chi la teme, di fermare questa reazione a catena di civiltà e condivisione dell'informazione sarebbe stato ormai quello di bloccare la rete. E che di sicuro qualcuno ci stava già pensando.

Ma non mi spaventa più di tanto perchè l'importante, davvero, è saperle, le cose.
Così ci si organizza !

Ciao a tutti

Alitalia e il primo assioma della comunicazione

diario 27/8/2008

Non entro nel merito politico - economico della questione, non avendo le sufficienti conoscenze per presentare un'analisi obiettiva della situazione.
Mi limito a qualche considerazione personale.

Alitalia: "Escono con la bocca cucita dopo oltre tre ore di incontro"

I politici e gli imprenditori dovrebbero forse dare una sfogliata alla "Pragmatica della comunicazione umana" di Paul Watzlawick. Troverebbero che il primo assioma recita:

1) Non si può non comunicare 

  • Non esiste qualcosa che sia un non-comportamento o, per dirla più semplicemente, non è possibile non avere un comportamento. Ora, se si accetta che l’intero comportamento, in una situazione di interazione, ha valore di messaggio, vale a dire è comunicazione, ne consegue che, comunque ci si sforzi, non si può non comunicare.
  • L’attività o l’inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri; e gli altri a loro volta non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro.
Ieri leggevo (fonte: Reuters):

"Questa mattina si sono incontrati a Palazzo Chigi i ministri interessati, convocati dal sottosegretario Gianni Letta, e hanno dovuto prendere atto che non c'è ancora una procedura definita per consentire il salvataggio di Alitalia. Questo è stato riferito a Reuters da una fonte ministeriale che anche ha espresso dubbi sul fatto che il Cdm di giovedì 28 sia in grado di prendere una decisione.

LA DOPPIA OPZIONE

Due sono le opzioni. Una prevede la modifica della legge Marzano, con l'affidamento della società a un commissario, che la spacchetterebbe avviando al fallimento la bad company e affidando alla cordata la parte sana di Alitalia.

La seconda invece comporta che il cda di Alitalia deliberi la creazione della nuova società affidando la liquidazione della bad company a Fintecna, interamente controllata dal Tesoro.

Agli attuali azionisti verrebbero date azioni della nuova società in un concambio da definire, ma non di 1 a 1.

Secondo la fonte entrambe le soluzioni farebbero storcere il naso all'Unione Europea."

Ripeto: è ancora presto e comunque non sono in grado di dare giudizi obiettivi in merito.Ma ho la vaga impressione di poter immaginare su chi ricadranno i costi  della liquidazione della "bad company"

In generale il modus operandi del Governo mi porta alla mente il proverbio della nonna:
"presto e bene,raro avviene".

ps: chissà se il know-how dei parecchi "esuberi" ( che hanno nome,cognome e famiglia,non ce lo dimentichiamo) che pare verranno in gran parte dirottati, per rimanere in tema, sulle Poste, faranno volare le nostre missive come mai prima d'ora...

Ciao

Arte e convinzione

diario 26/8/2008

La convinzione acritica, dogmatica, pigra, per presa posizione è tragedia.

Forse non è un caso che convenzione e convinzione differiscano per una sola vocale: non solo sulla carta il passo è breve.

L'arte è sperimentazione, rielaborazione, talvolta creazione e miracolo umano.
Dall'arte nascono idee, illuminazioni, rinnovamento.
In questo senso l'arte anticipa sempre i tempi.

L'arte colpisce (innamora, chiarisce, sconvolge, ferisce) perchè non usa parole o perchè le riempie di nuovo senso o ne riporta alla luce il senso primordiale sopito sotto la cenere dell'abitudine, restituendo loro la dignità di Parole.

Un paese in cui l'arte perde il suo valore è un paese addormentato, spento.

Parafrasando Keith Jarrett , arte "è lasciare che la luce brilli".

Link:

In aumento i casi di sindrome di Stendhal

"Ambarabaciccicoccò" (Vasco Rossi - "Ma cosa vuoi che sia una canzone",1978)