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Napolitano in difesa della Costituzione: meglio tardi che mai?

diario 23/4/2009


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permalink | inviato da Cesare Lazzini il 23/4/2009 alle 12:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

In una democrazia rappresentativa, i cittadini devono poter votare con coscienza.

diario 5/4/2009

In una vera democrazia l'informazione è un diritto dei cittadini, non si può biasimare chi non ha mezzi, tempo, possibilità per potersi formare una coscienza personale in merito a temi che pur lo riguardano intimamente come la politica del suo paese.

In un paese che si definisca civile non dovrebbe essere necessario andare a caccia di notizie, chi si occupa di informazione è pagato per questo.  
 
Ringrazio Peter Gomez per come abbia saputo spiegarlo in poche chiarissime parole.




Berlusconi riesce sempre a cavarsela (da http://italiadallestero.info/)

"Sorprendente come i cittadini e i media accettino in massa le sue bugie

Da corrispondente in Italia mi sento spesso come Keanu Reeves nel film The Matrix, o Jim Carrey nel Truman Show. È una sensazione spaventosa: vivere e lavorare in una democrazia dell’Europa Occidentale che fu tra i fondatori dell’Unione Europea e fa parte di prominenti forum internazionali come il G8, e ciò nonostante sentirsi come i personaggi che lottano in angosciosi film su illusione e realtà.

Ma l’Italia di Silvio Berlusconi ne dà tutto il motivo. Quindici anni dopo l’ingresso di Berlusconi nella politica italiana, il paese si allontana sempre piú dai valori democratici essenziali."

Ps: in un altro post, avevo sottolineato come un qualsiasi contesto distorto (compreso quindi quello dell'informazione) generi potenzialmente, a tutti i livelli, realtà distorte

"assimilare il contesto imposto da altri e farlo proprio porta nei singoli alla schizofrenia, è curioso notare come possa accadere anche in macro sistemi quali la società un processo analogo."

Addio pianisti, benvenuti direttori d'orchestra

diario 10/3/2009

Non è ancora operativo il sistema per bloccare la vergogna dei cosiddetti "pianisti" in parlamento, basato sul riconoscimento delle impronte digitali dei parlamentari, che Berlusconi propone il suo ennesimo colpo di genio democratico per aggirare l'ostacolo: "per velocizzare l'approvazione delle leggi mettere da parte le attuali procedure di voto di tutti i parlamentari per fare votare per tutti il solo capogruppo."

Neanche il tempo di farmi leggere l'articolo del giornale olandese de Volkskrant in cui si ironizza su questa squallida e costosa abitudine:

"Non si tratta in questo caso di apprezzati musicisti seduti dietro uno splendente pianoforte a coda nero, ma di rappresentanti del popolo imbroglioni e dal dito veloce. [...]I parlamentari italiani hanno allegramente partecipato al gioco sia da sinistra che da destra. Cosí facendo hanno non solo inquinato le votazioni, ma anche saccheggiato le casse dello Stato. I deputati ricevono infatti 220 euro ogni volta che partecipano a una votazione. Schiacciando il pulsante del compagno di partito, il pianista previene immediatamente la perdita di questo piccolo extra da parte del collega. [...] Da martedi’ i parlamentari possono votare solo se un computer ha prima riconosciuto le loro impronte digitali. Costo del provvedimento: 450mila euro."

E' tenero vedere come quest'ometto si arrabatti per avere tutto il potere nelle sue piccole mani, come un bimbo che smania per il suo giocattolo preferito.

Finchè non ci si ricorda che gioca con la democrazia.