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aprigliocchisenonbasta

In una democrazia rappresentativa, i cittadini devono poter votare con coscienza.

diario 5/4/2009

In una vera democrazia l'informazione è un diritto dei cittadini, non si può biasimare chi non ha mezzi, tempo, possibilità per potersi formare una coscienza personale in merito a temi che pur lo riguardano intimamente come la politica del suo paese.

In un paese che si definisca civile non dovrebbe essere necessario andare a caccia di notizie, chi si occupa di informazione è pagato per questo.  
 
Ringrazio Peter Gomez per come abbia saputo spiegarlo in poche chiarissime parole.




Berlusconi riesce sempre a cavarsela (da http://italiadallestero.info/)

"Sorprendente come i cittadini e i media accettino in massa le sue bugie

Da corrispondente in Italia mi sento spesso come Keanu Reeves nel film The Matrix, o Jim Carrey nel Truman Show. È una sensazione spaventosa: vivere e lavorare in una democrazia dell’Europa Occidentale che fu tra i fondatori dell’Unione Europea e fa parte di prominenti forum internazionali come il G8, e ciò nonostante sentirsi come i personaggi che lottano in angosciosi film su illusione e realtà.

Ma l’Italia di Silvio Berlusconi ne dà tutto il motivo. Quindici anni dopo l’ingresso di Berlusconi nella politica italiana, il paese si allontana sempre piú dai valori democratici essenziali."

Ps: in un altro post, avevo sottolineato come un qualsiasi contesto distorto (compreso quindi quello dell'informazione) generi potenzialmente, a tutti i livelli, realtà distorte

"assimilare il contesto imposto da altri e farlo proprio porta nei singoli alla schizofrenia, è curioso notare come possa accadere anche in macro sistemi quali la società un processo analogo."

Bilancio di fine mese

diario 6/3/2009

La necessità aguzza l'ingegno.
Forse bisognerà arrivare tutti a non avere i soldi per mangiare perchè qualcosa cambi.
Ci sveglieremo tutto d'un colpo, dentro un incubo che per amor di quiete abbiamo finto di non vedere per anni, diventato definitivamente realtà.

Perchè non ci rendiamo conto di niente, sappiamo solo accorgerci di qualche spicciolo in più o in meno in busta paga, sulle tasse, sui servizi, mettiamo da parte le ricevute, facciamo i conti delle entrate e delle uscite, la spesa, le bollette, la famiglia, siamo tutti discreti contabili nel nostro piccolo, ma non contiamo quello che continuamente ci viene sottratto senza dircelo.

Siamo ridicoli, ci basta il biscottino per scodinzolare felici e passare sopra a tutto.

La Corte dei Conti descrive una gravissima situazione di corruzione, evasione pari a oltre 200 miliardi di euro l'anno; buttiamo soldi in cose incredibili, miliardi di euro per fingere di garantire l'italianità dell'Alitalia, centinaia di milioni per non accorpare un referendum alle europee; enormi cifre in appalti truccati.

E una sessantamilionesima parte è sempre lì nel nostro piccolo bilancio personale a fine mese: forse è il caso di smetterla di fingere di non saperlo. Se vi pare poco, vi invito ad ascoltare l'intervento di Peter Gomez per rendervi conto di cosa può valere quel sessantamilionesimo. E se avete tempo, seguite tutta la conferenza, ogni intervento è una perla nel suo ambito.

"Io tutte le volte che vedo quanti soldi sono stati buttati in calabria per finanziare depuratori che non sono mai stati costruiti e poi vedo le trattenute sulla mia busta paga, penso che tra le due cose ci sia una connessione evidente" (Peter Gomez)