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Archiviata l'inchiesta su Silvio Berlusconi e Agostino Sacca'. Disposta la distruzione delle intercettazioni.

diario 25/2/2009

BERLUSCONI-SACCA':"ELIMINARE INTERCETTAZIONI"

"La procura di Roma ha chiesto al gip di distruggere le intercettazioni e tutta la documentazione anche in formato informatico con riferimento al capitolo di inchiesta su Silvio Berlusconi e Agostino Sacca', per la quale e' stata sollecitata l'archiviazione. Nel motivare la distruzione delle intercettazioni, i magistrati capitolini spiegano che "le conversazioni appaiono irrilevanti" e che c'e' "necessita' di assicurare il massimo della tutela possibile alla riservatezza dei soggetti coinvolti."

In attesa che spariscano, continuate a farvi un'idea.



Aggiornamento

Così hanno salvato il Cavaliere

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Per archiviare il procedimento contro il presidente del consiglio e l'ex manager di Rai Fiction, la Procura di Roma è stata costretta a smentire le affermazioni, la filosofia e la stessa ragione di vita del suo indagato. Uno dei pilastri sul quale poggia l'atto che chiede il proscioglimento per Berlusconi e per il manager Rai è infatti la mancanza della qualifica di "incaricato di pubblico servizio" per Saccà"

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A partire dalla sentenza della Suprema Corte del 1996 sul caso Baudo-Lambertucci-Venier. Quando i presentatori televisivi furono accusati di concussione per i compensi extra richiesti agli sponsor per i loro show, si difesero negando la loro qualifica di incaricati di pubblico servizio. Ma, prima i pm poi i giudici e infine la Cassazione, stabilirono il principio in base al quale al di là della qualifica privata della società Rai e al di là del contratto privato delle star, rileva il fatto che in ballo ci sono soldi pubblici. Una massima che valeva quando si sottraevano risorse pubblicitarie alla Rai facendo la cresta sugli sponsor e a maggior ragione dovrebbe valere oggi con Saccà che - a differenza di Baudo e amici - non maneggia denari privati ma pubblici.

La procura di Napoli, forte di questo precedente, ma consapevole della delicatezza della questione, aveva blindato sul punto l'indagine chiedendo addirittura un parere a un luminare del diritto costituzionale, Michela Manetti, professore ordinario a Siena. La professoressa, al termine di un lungo studio della legislazione vigente, aveva concluso che Saccà è un incaricato di pubblico servizio. Da quello che è dato leggere nelle pagine distribuite ai cronisti, la Procura di Roma non ha degnato il parere nemmeno di un cenno."

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permalink | inviato da Cesare Lazzini il 25/2/2009 alle 15:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa